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Tandem. A ruota libera

by Marco Poggiolesi & Ferdinando Romano

Pubblicato nel 2013 da Dodicilune.

Marco Poggiolesi - chitarra acustica, classica, elettrica, loop and electronics

Ferdinando Romano - contrabbasso, basso elettrico, loop and electronics

 

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MUSICZOOM

Fra le ultime produzioni della Dodicilune questo Tandem. A ruota libera occupa un posto particolare per il suo andare oltre i generi, scavalcando fossati di qualunque tipo e proponendo una musica a trecentosessanta gradi, libera di guardare a sonorità alla Pat Metheny su La ballata dei tre marinai, agli standard jazz o alle composizioni di Bob Dylan o alla canzone italiana delle Bellezze in bicicletta. Gli autori sono un duo, Marco Poggiolesi alle chitarre, loop ed effetti elettronici e Ferdinando Romano al contrabbasso, basso elettrico, loop ed effetti elettronici. Fanno un prodotto che si ascolta volentieri e che per lo più è gestito attraverso tracce registrate in sovrapposizione con molta perizia. Da un brano all´altro c´è sempre quell´elemento sorpresa, prendiamo ad esempio Lycra con la chitarra elettrica lancinante ed il basso in sottofondo che dà un´atmosfera più soft al tutto, insieme all´aiuto dell´elettronica. Quando usa il contrabbasso con l´archetto, Sabbia, tira fuori delle atmosfere da etno, molto calde che ben stanno nell´album prima della famosa canzone di Simon The Sound of Silence. Così facendo i duedimostrano una bella cultura musicale, utilizzata quasi con lo strumento del collage. In mezzo ci sta anche un ottimo stadard,Softly as in a Morning Sunrise inciso in duo senza aiuto di loops e tracce preparate, in cui dimostrano di essere degli ottimi jazzisti e di sapere cos´è lo swing. Segue una canzone di Piero Ciampi, Tu no in un´esecuzione minimalista, ma anche molto
poetica e si chiude con un What a Wonderful World reso alla Pat Metheny (ma molti ricorderanno questo standard nella popolare versione di Louis Armostrong).

V. Lo Conte

 

JAZZIT

Il chitarrista Marco Poggiolesi e il contrabbassista Ferdinando Romano costruiscono un album che sembra avere come stella polare “Beyond the Missouri Sky (Short Stories)” di Charlie Haden e Pat Metheny, come si evince dall’interpretazione del classico pop The Sound of Silence. Si tratta di un duo altamente lirico, poetico, evocativo, morbido ed etereo ma a tratti anche sovraccarico di elettronica (come in Lycra). Poggiolesi e Romano, infatti, organizzano il repertorio relazionandosi con loop ed elettronica per allargare lo specchio timbrico del combo.

LV

 

BLOGFOOLK

A tre anni di distanza dal loro primo disco, pubblicato nel 2010 da Phylogy Records, il duo composto dal chitarrista Marco Poggiolesi e dal contrabbassista Ferdinando Romano ritorna con “Tande. A Ruota Libera”, disco che raccoglie undici brani, caratterizzati da originali arrangiamenti prettamente acustici, cu cui si innesta l’utilizzo di loop e live electronics. Mescolando composizioni originali e riletture in chiave jazz di classici della canzone d’autore internazionale, questo album è la dimostrazione di come un approccio illuminato al jazz possa rappresentare il lasciapassare verso una concezione musicale aperta, in grado di superare confini di qualsiasi tipo alla ricerca di sonorità differenti. Durante l’ascolto, che scorre piacevole e coinvolgente, si spazia dal dalla poesia de “I Tuoi Occhi” alla swingante “Il Vino E Le Sirene” fino a toccare il fascino evocativo de “La Ballata Dei Tre Marinai” in cui emerge una chiara reminiscenza dello stile di Pat Metheny. Le sorprese più interessanti ce le riservano però la sperimentale “Lycra” con la chitarra in grande evidenza, e “Sabbia” in cui spicca l’uso del contrabbasso con l’archetto che evoca sonorità etniche. Pregevoli sono anche le riletture di brani come “Just Like A Woman” di Bob Dylan e “Sound Of Silence” di Simon & Garfunkel, ma la vera sorpresa arriva con “Tu No” di Piero Ciampi proposta in una versione minimale ma assolutamente piena di poesia. Chiude il disco “What a Wonderful World” nell’arrangiamento di Pat Metheny, giusto per ricordarci un punto di riferimento importante di questo disco.

Salvatore Esposito

 

AUDIOPHILESOUND

Poggiolesi è impegnato alla chitarra semiacustica (con la quale dimostra una notevole maestria) e Romano al basso, suonato a tratti con l’archetto, ed entrambi utilizzano sovraincisioni (ora denominate Loop & Elettronics) con risultati davvero interessanti, specialmente quando il chitarrista utilizza non soltanto lo strumento citato, ma anche una chitarra completamente acustica.

I brani scorrono via in modo piacevole grazie alla passione che il duo riversa sia nelle proprie composizioni che negli standard (molto bella Softly as in a morning sunrise), dimostrando così di aver raggiunto un invidiabile affiatamento.

Qualche cenno di lentezza nei brani più riflessivi che l’archetto di Romano rende ancora più intimistici. C’è la padronanza tecnica, ma c’è anche la passione, quindi, che contribuisce in modo determinante alla riuscita globale dell’insieme; da riascoltare nelle prossime esibizioni. 

R.Mozzi

 

ALIAS (Il Manifesto)

...Il Tandem, A ruota libera di Marco Poggiolesi, chitarra acustica e classica, e Ferdinando Romano, contrabbasso e basso elettrico, macina con classe le rivisitazioni di Just Like a Woman, The Sound of Silence, Tu no di Piero Ciampi e l’intramontabile Bellezze in bicicletta del maestro Giovanni D’Anzi. Accostando loro brani originali in cui emergono ottima scuola e freschezza di idee...

Luciano Del Sette

 

JAZZ IN BESS (Lugano)

Il loro secondo album, pubblicato di recente offre una eloquente misura della loro capacità: Marco Poggiolesi e Ferdinando Romano incarnano con il loro duo una forma di collaborazione sonora che vanta esempi illustri nella storia del jazz. Il loro approccio all'improvvisazione è sicuramente classico, e lo testimonia la scelta del repertorio, ma è moderno ed eclettico nella resa dell'esecuzione, in cui influiscono le molteplici influenze stilistiche che i due hanno raccolto nel corso della loro ricca carriera. Dalla bossa nova al folk, dallo swing alla canzone d'autore, i due musicisti italiani propongono un dialogo strumentale tra strumenti a corde di grande raffinatezza ma anche di grande libertà. Un'ispirazione che si muove «A ruota libera», come recita il titolo del loro disco, e che inserisce la loro esperienza musicale da un lato nel jazz di più facile ascolto ma senza scendere a nessun compromesso in rapporto alla sua qualità artistica.